Thursday, November 21, 2019
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M a s c h i

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Foto n.1 - Sopra Diluito ungherese sotto Ancestrale

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Foto n.2 - Sopra le  remiganti DU sotto Ancestrale

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Foto n.3 - Timoniere e codione sopra DU sotto Ancestrale

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Foto n.4 - Diluito australiano (Australian Yellow)

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Foto n.5 - Lime australiano


 
 

NUOVA MUTAZIONE “DILUITO UNGHERESE”

 

   Alla Conferenza di Lamezia del 19/3 u.s. sulle nuove mutazioni del Diamante di Gould si è parlato anche di quella apparsa solo da qualche anno in Ungheria nell’allevamento di Csaba Fekete, che ne ha chiesto il riconoscimento alla COM-OMJ.

   Nella riunione tecnica internazionale tenutasi a Cervia nel settembre 2016 è stata esaminata la documentazione presentata. Successivamente all’ultimo Campionato Mondiale di Almeria ha esposto 20 soggetti, giudicati da 5 giudici esperti, considerati  di buona qualità, che palesavano caratteristiche di una nuova mutazione, ma ancora lontani dal possedere i requisiti per il riconoscimento.

   Il Segretario della OMJ Sandro Paparella mi ha dichiarato: “….naturalmente siamo solo all'inizio del percorso perché bisogna capire bene come lavora la mutazione, in quanto abbiamo anche il cosiddetto cinnamon che dovrebbe essere un bruno ma non lo è, potrebbe essere un’altra mutazione del pastello, ma è molto vicino al diluito ungherese.”

   Nella presentazione a Cervia il Sig.Fekete ha dichiarato che trattasi di mutazione recessiva legata al sesso, che riduce la quantità di eumelanina nelle piume senza modificare la qualità del pigmento eumelanico.

   Nella scelta del nome ha tenuto conto che il risultato della mutazione si estrinseca nella riduzione della quantità, senza modificare la qualità della eumelanina, pertanto ha ritenuto di attribuirle l’aggettivo di diluito; inoltre dal momento che il Diluito australiano (Australian yellow) esiste già in quel paese, come mutazione autosomica recessiva, si è scelto di chiamarla Diluito ungherese, con riferimento al paese nella quale è apparsa.

   Ritengo prematuro riportare la descrizione del fenotipo presentata dall’allevatore, in quanto i lettori potranno farsi meglio un giudizio dalle immagini fornite, anche se non di ottima qualità.

   La discussione si è accentrata sulle differenze che presenta con altre mutazioni fenotipicamente simili. Due legate al sesso e riconosciute dalla COM: il Pastello europeo ed il Lutino. Entrambi hanno una completa perdita delle melanina nelle piume dei soggetti sia omozigoti che eterozigoti, ciò fa chiaramente la differenza tra loro e il fenotipo Diluito ungherese.

   Altro fenotipo legato al sesso piuttosto raro è il «Cannella» (Cinnamon) presente in alcuni aviari in Olanda, Belgio e Germania. Ci sono somiglianze e differenze tra i «Cannella» e i Diluiti ungheresi, ma questa affermazione si basa solo sulle foto di soggetti Cannella.

   In entrambi i fenotipi risulta la riduzione parziale dei pigmenti melanici, che si traduce in un piumaggio giallo e verde del dorso e delle ali. Tuttavia, il colore della gola e della testa sembra essere diverso; le piume nere sono brunastro grigio nel caso del Cannella mentre sono grigie nella gola del Diluito ungherese.

   Il Sig.Bernhard Groessle (Germania), che possiede dei soggetti Cannella, ha informato che al microscopio le piume della gola dei Diluiti ungheresi risultano più chiare di quelle del Cannella; inoltre la seconda differenza è il colore delle piume emergenti dei pulli che sono ancora nel nido, il cui colore è marrone nel caso della mutazione Cannella, mentre nel caso dell'altro è verde grigiastro.

   A conclusione del suo intervento Emilio De Flaviis ha dissentito dall’opinione di Fekete perché a suo parere non si tratta di un fenomeno di diluizione dei pigmenti, bensì di riduzione, in quanto la gola ed il filetto (zone dove la loro concentrazione è maggiore) rimangono quasi del tutto neri, mentre lo schiarimento si può apprezzare nelle altre parti del piumaggio. Ci informa che ha avuto contatti con l’allevatore ungherese invitandolo ad effettuare degli opportuni accoppiamenti per verificare la sua ipotesi.

    Nei giorni scorsi ci ha informato sul Web di avere avuto la risposta corredata da foto, che di seguito riporto.


   “Al convegno che, con Eduardo Corsini e Alessandro Paparella, ho tenuto recentemente a Lamezia Terme avevo ipotizzato che il cosiddetto Diluito Ungherese potesse essere una forma allelica della mutazione Lutino (Agata). HO SBAGLIATO !!!

   Precedentemente con Csaba Fekete avevamo concordato un test di complementazione accoppiando un maschio mutato con una Lutina.

   L'altro giorno Csaba mi ha documentato il risultato con le foto che ho pubblicato (Foto n.9) ed ovviamente insieme abbiamo escluso la forma allelica per la nascita dei due fratelli ancestrali. Le foto infatti rappresentano  i piccoli in due diversi stati di crescita.
    Quanto sopra dimostra come la collaborazione fra esperti ed allevatori sia di grande importanza per la crescita tecnica, culturale ed amatoriale del nostro mondo.

    Questi progetti dovrebbero essere fra gli obiettivi del prossimo C.D. del Club del Diamante di Gould, qualunque esso sia.”

   De Flaviis ha precisato che l’errore è sorto perché nella traduzione della relazione di Fekete per il riconoscimento OMJ, il colore del petto era stato equivocato, in quanto aveva scritto che quello del maschio è come quello della femmina ancestrale; per cui l'agata poteva anche starci. Pensa anche lui, come molti, che potrebbe trattarsi del “Lime” (mutazione australiana).

 

  

   La netta affermazione dell’architetto Emilio De Flaviis “ho sbagliato” mi induce a sottolineare come gli ottimi tecnici ornitologici che vantiamo in Italia, non asseriscono di essere scienziati nel campo della genetica. Quella è un professione che può essere svolta da coloro hanno effettuato studi universitari in quel campo ed inoltre possono disporre di laboratori di ricerca particolarmente attrezzati. La possibilità di analisi scientifica del genoma dei nostri uccelli, consentirebbe di avere riscontro inconfutabile sull’esattezza delle ipotesi avanzate.

   I nostri tecnici sono persone che provengono da studi e competenze professionali le più diverse, che la passione per l’ornitologia ha spinto a studiare la genetica, sulla quale hanno acquisito delle ottime conoscenze, che consentono loro di formulare ipotesi abbastanza attendibili sul fenomeno delle mutazioni.

   Non seggono in cattedra, come qualcuno insinua maliziosamente, ma riconoscono con modestia quando sbagliano, come ha fatto De Flaviis.

   Mi ricordo come in articolo di alcuni anni fa su Italia Ornitologica, Sergio Lucarini (grande tecnico anche lui) si è definito modestamente “un genetista della domenica”.


  

   Terrò aggiornati i lettori di questo sito sugli ulteriori sviluppi concernenti la nuova mutazione, che non mancheranno di esserci al prossimo Campionato Mondiale di Cesena, dove sarà nuovamente presentato il Diamante di Gould Diluito ungherese.



   Prima di concludere vorrei inserire alcune note e foto sulle mutazioni che fenotipicamente somigliano molto al Diluito ungherese, delle quali, anche se fuggevolmente , si è parlato a Lamezia: il Diluito australiano (Australian yellow), il Lime (presente sempre in Australia), la "Cannella" (Cinnamom) e la Bruno.


   Sulle due mutazioni australiane esiste non poca di confusione, in parte dovuta al problema della lingua e della terminologia usata in quel paese diversa dalla nostra. Ho cercato di chiarire il problema attingendo soprattutto ad articoli del Sig. Don Crawford, un'autorità in materia in Australia ed al volume  "A guide to Gouldian Finches and Their Mutations” - autori: Milton Lewis, Ron Tristan, Rob Marshall, James Watson, Cindy Godwin, Terry Martin, Ron Tristam, J.Sammut & altri.


"Diluito Australiano" (Foto n.4) - Dal Sig. Crawford ho ricavato la storia di questa mutazione. Nella stagione riproduttiva 1981 da due soggetti ancestrali sono nati 2 pulli, con la pelle più chiara ed i patterns bianchi. Dopo impiumati si sono rivelati una femmina “gialla” ed un maschio con il giallo più scuro; il petto bianco puro ha dato il tocco finale ad un incantevole uccello color pastello.

   Era l’inizio di una nuova mutazione, denominata "The Australian Yellow", per evitare confusione con qualsiasi altra mutazione petto bianco apparsa successivamente; il suo lento sviluppo è durato dieci anni, .

   Nel 1982 l’allevatore ha notato che alcuni soggetti presentavano una macchiolina gialla sul capo, successivamente fu accertato che quelli erano portatori. Da allora fu chiaro che si trattava di una mutazione autosomica recessiva (diversa dal Pastello europeo sessolegato).

   Durante la stagione 1983 si verificò un vero disastro, per colpa di un’epidemia di acaro respiratorio. Nella successiva del 1984 si ripartì da zero con soli tre portatori rimasti. Da allora il “Diluito australiano” (“Australian yellow”) è l’orgoglio dell’ornitologia di quel paese, che ne conserva gelosamente l’esclusiva, essendo riuscita ad impedirne fino ad oggi l’esportazione di tali soggetti.


Dal volume sopracitato riporto i seguenti punti.

Ereditarietà: autosomica recessiva.

Descrizione del fenotipo:

  • molto simile ai maschi Pastello SF, anche se di solito il colore è di un verde più leggero e caldo, ovvero giallo verdastro; molto simile anche all'altra mutazione recessiva australiana "Lime", ma controllata da geni diversi;
  • il colore del petto e del ventre è uguale a quello degli ancestrali;
  • la  maschera ed il filetto dei testa nera virano da grigio a grigio molto chiaro; (ritengo che parlando di grigio l'autore si riferisca sempre al colore del PSF);
  • le zone blu virano in blu molto pallido.

Note:

  • i nidiacei presentano occhi rossastri, non una vera diluizione, in quanto scuriscono con la crescita;
  • il piumaggio giovanile è di un colore giallo-marrone chiaro;
  • bisogna prestare molta attenzione alla terminologia, in modo da non confondere questa mutazione con la Verde pastelo (Pastello SF);
  • trattasi di una mutazione molto rara, che si ritiene presente solo in Australia.


"Lime" (Foto n.5)- Assieme alla mutazione precedente la “Lime” è l’ultima apparsa in Australia.

   La parola dall'inglese si traduce in "limone", ma anche "fango" e "calce"; avanzo l’ipotesi che il significato che si è voluto attribuirle in quel paese sia “color calce” ovvero “gessoso”, come in effetti si presenta il dorso.
    La prima mutazione si è verificata in una femmina, facendo pensare che fosse legata al sesso; procedendo nella selezione si è appurato che trattavasi di un gene autosomico recessivo.
   
I giovani hanno la pelle più chiara del normale e gli occhi rossastri, che scuriscono dopo otto giorni; le piume del dorso sono bruno verdastro.


"Cannella" (Foto n.10) - Non sembra ancora trattato su Internet l'argomento, pertanto prego di riferirVi alle poche foto disponibili.


"Bruno" (Foto n.11) - Presente prima sporadicamente in Europa, solo da un paio di anni é allevata in Italia. L'amico Alberto Dandrea mi ha fornito la foto che pubblico.




   Eduardo Corsini                                                                                                                                                                          pubblicato 14 giugno 2017                         

 
F e m m i n e

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Foto n.6 - Comparazione fra DU ed Ancestrale

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Foto n.7 - Timoniere grigiastre

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Foto n.8 - Timoniere e codione

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1_Fekete.jpg
Foto n.9 - Pulli nata da maschio DU x Ancestrale


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Foto n.10 - Mutazione Canella (Cinnamom), sotto a raffronto con ancestrale

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Foto n.11 - Mutazione Bruno

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