Thursday, November 21, 2019
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CONFERANZA DIBATTITO SUL DIAMANTE DI GOULD   (1^ parte)


Lo sviluppo dell’allevamento del Diamante di Gould negli ultimi decenni e lo stato attuale

Relatore - Eduardo Corsini


Le ultime mutazioni: Lutino, Avorio e Diluito ungherese

 Relatore - Emilio De Flaviis

 


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 IMG_5426.JPGOrganizzata da Sergio Pacetti dinamico Presidente del Raggruppamento Ornitologico della Calabria, domenica 19/3 u.s. a Lamezia Terme si è tenuta una Conferenza Dibattito sul Diamante di Gould.

   Nella sala dell’Agriturismo “Masseria i Risi” si sono ritrovati  oltre un centinaio allevatori, oltre quelli calabri, anche quelli giunti da altre regioni, i più numerosi dalla Campania.

   Dopo il saluto e le presentazioni di rito dei relatori da parte di Pacetti si è  dato subito inizio ai lavori.

   L’incontro si articolava in due parti: la prima aveva per tema “Lo sviluppo dell’allevamento del Diamante di Gould negli ultimi decenni e lo stato attuale” trattato dal sottoscritto, la seconda “Le ultime mutazioni Lutino, Avorio, Diluito Ungherese” sulla quale ha intrattenuto l’attento uditorio Emilio De Flaviis.

   Ho esordito spiegando perché ho scelto quel tema per il mio intervento. Ritiengo che conoscere il progressivo sviluppo dell’allevamento del nostro estrildide dagli anni settanta, quando era conosciuto solo da pochi appassionati, per giungere allo sviluppo dei nostri giorni può riempire d’orgoglio coloro che hanno creduto in questo estrildide e renderli consapevoli del potenziale di cui dispongono nei loro aviari, pronto a riservare loro nel futuro sorprese e soddisfazioni anche con l’apparizione di nuove mutazioni. Al riguardo ho sottolineato come per troppi anni in Italia l’allevamento è stato concentrato su quelle relativamente poche mutazioni conosciute e quando apparivano delle novità non si riconoscevano come segnali di una nuova, perdendo l’occasione di fissarla. Compito del Club di Specializzazione è proprio  diffondere le conoscenze tecniche sul Diamante di Gould ed assistere gli allevatori.

   Ho puntualizzato di volere sintetizzare l'argomento per lasciare più tempo possibile all’intervento successivo di Emilio De Flaviis, che illustrerà con la sua ben nota competenza e professionalità le ultime mutazioni apparse.

   Fino agli anni settanta gli allevatori nella nostra penisola erano pochi e sparsi, tranne due contenute concentrazioni nel Bresciano ed in Emilia-Romagna.

   Nel Bresciano grazie ad una mostra, organizzata dall’Associazione La Leonessa, dedicata esclusivamente al Gould, che si teneva annualmente a Montichiari. A seguito di contrasti fra l’associazione ed i soci gouldisti si giunse ad una scissione, dalla quale nacque l’Associazione Franciacorta, che iniziò ad organizzare la mostra a Travagliato, manifestazione che è cresciuta da allora ad oggi fino a sfiorare i mille ingabbi.

   In Emilia-Romagna l’impulso all’allevamento del Diamante di Gould è stato merito del Club dell’Esotico con Terenzo Forgani, che presiedeva anche il Gruppo di Specializzazione della Foi (oggi C.T.N.). Forgani, appassionato allevatore di esotici e grande competente, approfondì lo studio della genetica e delle mutazioni fino allora conosciute del nostro esotico australiano, realizzando un’organica ed approfondita pubblicazione a schede mobili, corredate da 32 foto, con l’intento di costituire un utile punto di partenza per la stesura dello standard a livello Foi. La linea seguita fu quella di basare le denominazioni delle mutazioni sul fenotipo (come avveniva negli altri paesi), incontrando in questo la forte opposizione di molti tecnici che propugnavano di basarla sulla loro genetica. L’atteggiamento insistente del Club fu vissuto come una prevaricazione all’interno della Federazione, le polemiche e le ripicche determinarono un dannoso ritardo nella stesura dello standard, fino a quando Forgani diede le dimissioni e fu nominata una nuova Commissione tecnica. Comunque va riconosciuto il merito al Club ed al suo Presidente Forgani di avere dato un notevole impulso all’allevamento del Diamante di Gould in Italia.


   La nomina nel 1993 della nuova C.T.N.-I.E.I, presieduta da Emilio De Flaviis, membri Fabio Braga, Umberto Caimi, Sergio Lucarini ed Alessandro Paparella, servì a sbloccare la situazione. Primo atto fu l’organizzazione il 6/6 dello stesso anno di una giornata di studio sul Diamante di Gould, ospiti del Prof. Gianpaolo Cantore. Questo illustre medico, grande amante del mondo animale, nella sua tenuta di Orbetello possedeva mammiferi ed uccelli di varie specie, in particolare una collezione di tutte le mutazioni conosciute allora del Diamante di Gould. Questo ha dato la possibilità ai presenti di esaminarli dal vivo prima di dedicarsi alla stesura dello standard. I partecipanti erano i componenti della CTN-IEI al completo, il Collegio giudici I.E.I. con il Presidente Gino Cortese, Maria Cristina Toman e Nicola Esposito, nonché alcuni qualificati allevatori. Il Club dell’Esotico non accettò l’invito, ma intervennero a titolo personale alcuni soci dissidenti (nel pannello sx foto d'epoca del gruppo partecipanti).

   L’incontro rappresentò il punto di partenza per la stesura del primo standard Foi del Diamante di Gould, lavoro realizzato in modo molto dettagliato e preciso, ancora  in vigore oggi, tranne qualche piccolo ritocco. Occorre sottolineare che la nomenclatura adottata si basò sulla genetica delle mutazioni e non in base al fenotipo, come propugnava il Club dell’esotico. La scelta si mostro particolarmente felice, evitando confusione ed equivoci; al riguardo basta ricordare che fino ad allora i Pastello venivano chiamati, rispettivamente il singolo fattore verde diluito ed il doppio giallo. Oggi con l’apparizione del Lutino la confusione sarebbe stata inevitabile.

   La scelta italiana di basare la denominazione sulla genetica suscitò interesse anche all’estero e quando la C.O.M. – O.M.J. nel maggio del 2000 in Francia a Massy-Palaiseau riunì i tecnici dei vari paesi aderenti, invitò l’Italia per dare il suo contributo alla discussione. Parteciparono Riccardo Rigato, giudice internazionale e genetista di grande preparazione e Maria Cristina Toman, giudice I.E.I molto apprezzata e purtroppo prematuramente scomparsa. Era presente inoltre Alessandro Paparella, in veste istituzionale in quanto Segretario O.M.J. pronto a dare manforte alle proposte italiane.

   La prima decisione da prendere era il passaggio del Diamante di Gould alla categoria “Esotici domestici”, che fu accolta all’unanimità.

   La discussione si animò sulle denominazioni riguardanti le mutazioni, in particolare sulla “Pastello”, peraltro la tesi italiana era basata su argomentazioni scientifiche inoppugnabili, in quanto la genetica è una scienza esatta come la matematica. Questo condusse alla fine ad accettare la nostra linea, anche se con qualche piccolo compromesso.

   Questo successo va a merito del nostro movimento ornitologico, che può vantare tecnici di provata preparazione in campo genetico.


   Come ho già detto fino agli anni settanta l’allevamento del nostro estrildide nella penisola era scarso e diffuso a macchia di leopardo, con due concentrazioni nel Bergamasco ed in Emilia-Romagna. L’azione del Club di Specializzazione del Diamante di Gould ha avuto il merito di averlo diffuso progressivamente in tutta Italia.

   Fu fondato nel gennaio del 1999 su iniziativa di Alessandro Paparella, Emilio De Flaviis ed altri allevatori di Gould. I fondatori, oltre ai due già citati, furono: Elio Bestiaccia, Gino Cortese, Alberto De Angelis, Luciano Di Biase, Elio Giudice, Antonio Grossi, Aldo Leonardi, Sergio Lucarini, Agostino Montanari, Luigi Montini, Ivano Mortaruolo, Mario Procida e Maria Cristina Toman.

   Come per tutti i Clubs di specializzazione, lo scopo era quello di diffondere le conoscenze per l’impostazione di un corretto allevamento, onde migliorare i ceppi esistenti in grado di competere con successo nelle importanti mostre  nazionali ed internazionali. La presenza nel sodalizio di preparatissimi tecnici, che gli altri paesi ci invidiano, ed ottimi appassionati allevatori era la premessa per il suo successo e l’importanza oggi raggiunta, di cui tutti i soci devono essere orgogliosi, avendone ognuno partecipato con la propria parte con grande passione.

   La presenza con lo stand del Club nelle principali mostre, l’organizzazione di Conferenze, la realizzazione di due Manualetti, di una costante comunicazione attraverso internet sono stati gli strumenti vincenti, che hanno portato il sodalizio all’attuale livello ed a molti soci di conseguire risultati di rilievo nel Campionato Italiano ed in quello Mondiale.

   Ritengo doveroso ricordare come nei primi tempi la mancanza di un Sito è stata superata grazie alla disponibilità di Alessandra Negrini, una giovane ed appassionata allevatrice, che aveva realizzato il primo in italiano sul Diamante di Gould, molto completo e preciso, ma soprattutto con un Forum dove si sono ritrovati numerosi giovani che iniziavano ad interessarsi a questo esotico. Ciò ha consentito fin dall’inizio di allargare la base sociale oltre i “vecchi” soci.

   Infine, ma non per ultimo, l’organizzazione delle mostre Specialistiche, nei primi tempi itineranti, negli ultimi quattro anni a Lanciano, dove si sono raggiunti in breve circa 1.400 ingabbi, merito dell’infaticabile e dinamico Presidente Luciano Di Biase. Su questa linea di successo si deve continuare, accentuando soprattutto l’aspetto tecnico della specialistica e intensificando l’azione didattica a mezzo di Conferenze e tramite Internet.

   Avviandomi alla conclusione dell'intervento ho sottolineato i pericoli che, a mio parere, si affacciano sul cammino dell’allevamento del Diamante di Gould, che indico nei seguenti punti:

  • principalmente il prevalere sulla passione degli interessi economici;
  • l’uso eccessivo e sconsiderato degli antibiotici, con conseguente modifica degli agenti patogeni, che ne diventano insensibili (superbatteri); pericolo ripetutamente segnalato dai veterinari nei numerosi articoli apparsi sulla stampa specializzata;
  • la conseguente perdita degli anticorpi naturali e scadimento dei ceppi che alleviamo, sta portando alla disaffezione di molti allevatori, non bisogna giocare con questo meraviglioso dono della Natura (il giocattolo potrebbe presto rompersi);
  • ricorso eccessivo alle balie, che frena la possibilità di formare ceppi che allevino in purezza, il che potrebbe rendere il Gould competitivo con il canarino; bisognerebbe ricorrere all’uso delle balie solo dopo avere testato se la coppia non cova ed imbecca;
  • la crisi che sta attraversando di recente il Club.

   A questo proposito ho auspicato che i motivi, a mio parere banali ed infondati, che hanno provocato malumori, ripicche ed iniziative inopportune, vengano rapidamente chiariti, in quanto il loro perdurare finirà solo con il nuocere al Club senza alcun vantaggio per i singoli soci.

   Prima di passare la parola ad Emilio De Flaviis che tratterà il tema delle nuove, recenti mutazioni apparse, ho voluto esprimere la mia personale opinione che ne vengano riconosciute, sia a livello Club che Foi, in numero limitato e ben distinguibili nel fenotipo, in modo da evitare confusione e strumentazioni a danno degli allevatori più sprovveduti.


NOTA – La 2^ parte della Conferenza con l’argomento trattato da Emilio De Flaviis forma oggetto di altro articolo (cliccare).




   Eduardo Corsini                                                                                                                                                                                                             Pubblicato 31 marzo 2017

 

 
 



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