Tuesday, July 23, 2019
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Padda_grigio_testa - Copia.jpePremessaPadda_bianco.jpg

  

   Lo scorso anno quando luando Qe mie condizioni di salute sono nuovamente peggiorate, ho deciso di togliere in blocco i Diamanti di Gould, gli esotici di recente acquisto ed i Passeri del Giappone.

   Comunque il mio obiettivo non era quello di chiudere l’allevamento – la decisione mi sarebbe pesata molto – ma ridurre drasticamente il lavoro. L’allevamento del Diamante di Gould è molto impegnativo; basta tenere presente l’impegno per la loro gestione, alla quale si aggiunge quella delle balie. In alcuni anni durante il periodo riproduttivo, fra Gould e Passeri, ho gestito fino a 40 gabbie cova.

   Per proseguire il mio hobby, al quale tengo molto sia per la passione verso i pennuti che per tenermi impegnato fisicamente e mentalmente, occorreva che scegliessi una specie meno problematica dei Gould ma, nello stesso tempo, bella esteticamente, con un ottimo istinto parentale, che mi consentisse di ottenere buoni risultati riproduttivi senza ausilio di balie.

   Al momento che scrivo queste righe il mio stato di salute è notevolmente migliorato, così dopo la chiusura della stagione riproduttiva, non mi è mancato lo stimolo a riversare sul web la mia breve esperienza con i Padda. I risultati ottenuti potete leggerli alla pagina del Diario di allevamento (in preparazione).

   Non ho la presunzione di dettare legge sulla gestione dell’allevamento di questo uccello, ma semplicemente contribuire ad arricchire con la mia esperienza il numero di quelle sul campo.

   Riguardo le mutazioni non pretendo di parlarne a fondo; di conseguenza mi limiterò a riportare quanto è specificato nello Standard della C.T.N. aggiungendo (all’interno di un riquadro in rosso) qualche breve considerazione personale, frutto anche di notizie attinte sui Forum, durante le conversazioni con allevatori esperti del Padda, ma particolarmente con l’amico Francesco Faggiano Presidente della C.T.N.-I.E.I.


 




Disegni dello Standard



Disegni_Standard_Grigio.jpg
Fig.1 - Ancestrale (Grigio)

Disegni_Standard_Pastello.jpg
Fig.2 - Patello

Disegni_Standard_Feomelanico.jpg
Fig.3 - Feomelanico

Disegni_Standard_Topazio.jpg
Fig.4 - Topazio

Disegni_Standard_Opale.jpg
Fig.5 - Opale

Disegni_Standard_Bianco.jpg
Fig.6 - Bianco

Padda_Ino.jpe
Foto.7 - Ino

Padda_Agata_Mascherato.jpe
Foto.8 - Mascherato (Agata)


 






























Alla pag.2 parlerò di:


Allevamento

Riproduzione

Muta

Sessaggio

Corteggiamento

Canto

 

                                                                                                  P R I M E   E S P E R I E N Z E   S U L   P A D D A



   Distribuzione ed Habitat

 

   Il Padda è una specie stanziale, il sua areale comprende principalmente le isole  Indonesiane di Giava, Bali e Baween E’ stato inoltro introdotto, volontariamente o accidentalmente, in numerose parti del mondo, come ad esempio a Sumatra, Molucche, Filippine, Malesia, Singapore, Hong Kong, Indocina, Sri Lanka  e  a Banqkok. Inoltre alle Hawai (in particolare ne sussiste una popolazione consistente sull'isola di Oahu), alle isole Figi; esistono anche piccole popolazioni, sicuramente soggetti fuggiti dalla cattività,  a Miami, oltre che a Porto Rico, in Giamaica, Zanzibar e nell'isola di Sant'Elena.

   L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle risaie, dai campi coltivati, dalle foreste umide di bambù ed in generale dalle aree erbose sul limitare di foreste e boscaglie, con presenza di fonti d'acqua dolce permanenti. Si tratta di uccelli che dimostrano di temere poco l'uomo, tanto da spingersi a colonizzare anche le aree urbane, i giardini ed i cortili delle case. Sebbene sia una specie tipica delle aree pianeggianti, la si può osservare fino ai 1500 mt. di quota.

Nei paesi di origine è temuto dai contadini per la capacità di distruggere il raccolto delle risaie e dei campi coltivati, tanto da indurli ad usare i lanciafiamme sugli alberi dormitorio per eliminarli.

 

   Il Cites

 

   Questo a spinto i paesi indonesiani a richiederne l’inclusione nell’Appendice II° del Cites.  Niente di più sbagliato, infatti la “protezione” sarebbe dovuto avvenire nei paesi di origine e non in quelli dove ne era diffuso l’allevamento amatoriale, che anzi scoraggiava l’importazione  di soggetti di cattura. Fino all’introduzione nel Cites il Padda era molto diffuso in Europa occidentale, anche in Italia ed America. Specialmente all’inizio gli adempimenti burocratici erano molto complessi: registro di scarico e scarico, abolito nel 2010, anellamento, dichiarazione di nascita, dichiarazione di cessione, obbligo di conservare gli anelli dei soggetti deceduti. La conseguenza è stata che molti appassionati hanno rinunciato ad allevarli.

   Dopo lunghe battaglie, non si è riusciti a farlo togliere dalle razze tutelate, ma gli adempimenti che gravano sono stati molto semplificati, tanto che la presenza dei Padda nelle mostre è notevolmente aumentata.

 

   Oggi gli adempimenti sono limitati: al marcaggio (anello Foi), dichiarazione di nascita entro 10 giorni, da inviare all’Ufficio regionale  Cites competente e da conservare; il predetto ufficio non restituisce più la copia protocollata, conviene pertanto inviarla con raccomandata AR. La dichiarazione di cessione non è più obbligatoria, ma conviene rilasciarla e conservare.


 

   Standard Foi del 2007 attualmente in vigore:

 

STRUTTURA: il Padda si presenta come un uccello grande e robusto non somigliante a nessuno dei ploceidi, con una struttura particolarmente imponente esaltata dal suo largo petto, dalla testa massiccia e dal forte becco. Le linee nell’insieme sono morbide ed arrotondate con poco stacco all’altezza del collo terminanti in una coda squadrata proporzionale al corpo non eccessivamente allungata. Le zampe e le dita sono particolarmente robuste ed imponenti. Rispetto ai maschi le femmine, nell’insieme, presentano un aspetto leggermente più minuto.

DISEGNO: il disegno del Padda è assai caratteristico e tale rimane in tutte le mutazioni presenti tranne nel bianco. La testa è nell’ancestrale di colore nero con guance bianche. Queste macchia bianca provoca la formazione di un collarino e del sottogola. Tali due disegni devono presentarsi integri. Il petto stacca decisamente dal ventre con un cambio di colore. Tutti i disegni devono essere netti e precisi e non devono mai essere interrotti specialmente da macchie ipocromiche (?). Cerchio di colore rosso intorno agli occhi.

COLORE: il colore generale del padda, è composto da melanine (eumelanina nera, eumelanina bruna e feomelanina) ed ovviamente le stesse cambiano in percentuale a seconda dell’agire delle varie mutazioni. Nell’ancestrale, nostro uccello di riferimento, il colore si deve presentare sempre intenso ed uniforme in particolare nelle zone estese del dorso, del petto, del ventre e della testa. Quest’ultima si presenta di un nero assai profondo, mentre le guance, di converso, si presentano di un bianco puro.    Il dorso è grigio azzurrato e deve essere uniforme senza ombreggiature, ne tanto meno macchie melaniche. Il petto è grigio mentre il ventre staccandosi nettamente da quest’ultimo ha un forte riflesso violaceo dovuto anche ad una forte carica feomelanica. Il colore del becco e del cerchio perioculare nonostante l’apparenza non è dovuto ad un pigmento rosso bensì all’afflusso di sangue tramite i capillari situati in queste zone. Quindi una scarsezza di questa colorazione non è dovuta ad assenza di carotenoidi bensì a carenze di salute o anche a situazioni di stress che l’uccello subisce. Le suddette zone devono essere quindi fortemente colorate di rosso.

PIUMAGGIO: serico, liscio aderente e completo. Si deve presentare di giusta lunghezza per non incorrere nei difetti di una sovrabbondanza che provoca sbuffi nei fianchi e scremature nel dorso o carenza che può provocare guance troppo poco coperte o righe nel petto.

PORTAMENTO: il Padda è uccello robusto e battagliero che tende a disputare continui battibecchi con soggetti della propria specie. Nelle nostre mostre non deve mai essere selvatico o agitato nella gabbia, e deve mostrare un portamento in genere calmo e confidente. Il suo posizionamento è sempre di circa 45 gradi.

CONDIZIONI GENERALI: zampe e becco devono presentarsi pulite e non scagliate, il piumaggio non deve essere sporco o spezzato e non si devono notare difetti irreversibili.

PRINCIPALI DIFETTI:

Struttura: taglia piccola, corpo esile e troppo allungato, testa piccola o piatta e sproporzionata su un corpo grande, collo lungo, becco piccolo o sottile o appuntito.

Disegno: irregolarità nei disegni caratteristici, stacco non preciso tra petto e ventre, collare troppo esile, guance ridotte o con margine non regolare, macchie sotto il becco nella gola, cerchio perioculare troppo esile.

Colore: troppo slavato e non saturo in base alle mutazioni, macchie melaniche nel dorso, schiarimenti di colore. Colore del petto non uniforme, colore delle remiganti depigmentato. Mancanza uniformità tra colore della testa e della coda.

Piumaggio: non aderente, non serico, piumaggio giovanile. Portamento: nervoso e selvatico, sempre attaccato alle sbarre della gabbia, non buona tenuta del posatoio, posizione abbassata sullo stesso.

Condizioni generali: penne spezzate, piumaggio sporco, becco e zampe con scaglie, e anellino sporco. Becco ed anello perioculare slavati (aspetto anemico).

 

Ancestrale (Fig.1) – E’ il Padda chiamato precedentemente “Grigio”, che si presenta nel colore originale senza alcuna mutazione. Disegno e colori base con calotta, gola e collare nero, guance bianche, petto grigio bluastro e ventre violaceo. Il dorso, così come la remiganti è grigio azzurrato, mentre la coda è nera.

 

   La C.T.N.-I.E.I tornerà quanto prima alla più appropriata denominazione di “Grigio”, che ricalca, nel colore e nel disegno, la forma “selvatica”. Viceversa il termine ancestrale - usato in molte categorie di uccelli - ha un altro significato, come si evince dalla definizione del sito “Una parola al giorno” “…propriamente, si riferisce a ciò che è proprio degli antenati, e che da loro è stato trasmesso. Ma non riguarda eredità di breve corso: il periodo di tempo che questa parola domina è estremamente lungo, tanto da diventare sinonimo di primordiale”.  A sua volta il Vocabolario Treccani recita: “ Che appartiene o si riferisce agli antenati, trasmesso dagli antenati; avito, atavico……; in biologia, è usato con riferimento alla serie degli antenati di un dato individuo e, in particolarmente, alla presenza di caratteri, somatici o psichici, che si suppone fossero presenti e più sviluppati nei remoti antenati (per es., il coccige, considerato un residuo della coda, rappresenterebbe un carattere ancestrale)”.


Dettagli:

  • il becco è massiccio e di colore rosso corallo;
  • il cerchio perioculare dello stesso colore;
  • le guance sono bianche e ben definite; circondate dal nero della testa e da quello del collarino;
  • il dorso è di colore grigio/blu;
  • le ali (soprattutto le remiganti primarie) di un grigio più intenso;
  • lo stesso grigio/blu è presente sul petto;
  • il groppone è di colore bianco;
  • la coda di colore nero.

Somiglianze: Con nessuna delle mutazioni, solo lievemente con il pastello che presenta però colori meno intensi ed appastellati.

Genetica: Come ovvio è dominante.


Pastello (Fig.2) Aspetto generale simile all’Ancestrale ma diluito per effetto della mutazione. Tutte le zone che nell’Ancestrale sono nere si presentano grigio nerastro scuro. Dorso di una tonalità grigia più chiara dell’ancestrale.

Somiglianze: Confondibile, in scarsità di luce, solo con l’ancestrale però di questo assai più chiaro in tutti i colori caratteristici.

Genetica: Mutazione sessolegata recessiva. La selezione deve mirare all’ottimizzazione della struttura, quindi taglia e forma. Il colore ed il disegno di base dell’ancestrale deve essere più uniforme possibile.

 

Feomelanico (Fig.3) – Aspetto generale marrone chiaro, con calotta ruggine scuro, petto e dorso beige chiaro.

Somiglianze: Con il topazio però la mancanza del residuo eumelanico mostra le zone di colore marrone o ruggine senza la presenza del grigio.

Genetica: Mutazione recessiva autosomica, allelica alla topazio.

 

Topazio (Fig.4) – Aspetto generale simile alla feomelanica ma con riflessi grigiastri nel dorso dovuti alla presenza, pur se ridotta, di eumelanina. La testa è marrone scuro ed il petto beige scuro velato di grigio.

Somiglianze: Con il feomelanica, le differenze sostanziali sono dovute alla presenza della eumelanina che andando ad inserirsi in tutte le zone che nel feomelanico sono solo marroni le trasforma in marrone scuro grigiastro. Il dorso è beige grigiastro, mentre nel feomelanico lo stesso è beige chiaro senza inquinamento di grigio; in altre parole è una forma intermedia fra la Feomelanica ed Agata, che presenta l’occhio rosso.

Genetica: Mutazione recessiva autosomica, allelica alla feomelanica

 

Opale (Fig.5) – Aspetto generale grigio azzurrato senza presenza di feomelanina, quindi con totale assenza di tonalità marroni. La calotta è grigio azzurrato scuro.

 

   Anche le timoniere e la remiganti sono grigie.


Somiglianze: Diversa da tutte le altre mutazioni e quindi non confondibile con nessuna.

Genetica: Mutazione recessiva autosomica.


Bianco
(Fig.6) Tutti i disegni caratteristici sono completamente annullati dalla mutazione, così come tutti i colori. La risultanza dà un soggetto totalmente bianco senza alcuna infiltrazione melanica.


Somiglianze: Inconfondibile ed ovviamente non rassomigliante a nessuna altra mutazione.

 

   Trattasi di mutazione recessiva autosomica. Vedi anche le opinioni di Lucarini e Faggiano riportate alla voce “Pezzati”.

 

Ino  (Foto 7) Aspetto generale biancastro per l’effetto della mutazione Ino che inibisce sia la feomelanina che la eumelanina nera lasciando solo un residuo di eumelanina bruna. Nella testa e nella coda, dove tale residuo è maggiore, è presente una colorazione marrone chiaro (beige). Gli occhi sono di un evidente colore rosso.


Somiglianze: Con nessuna delle mutazioni esistenti

 

   Anche in questo caso la nuova C.T.N.-I.E.I, interverrà eliminando dallo standard questa categoria, in quanto non si tratterebbe di mutazione, ma di combinazione fra mutazioni, probabilmente, ma non sicuramente, fra feomelanica e opale. Il fenotipo necessità ancora di studi approfonditi sulla sua genetica.

 

Mascherato  (Foto 8) La notevole carica eumelanica presente nella testa e nella coda di un Padda ancestrale fa si che, nonostante il fattore in oggetto agisca in modo importante verso questo pigmento, tali distretti restino di una tonalità nerastra ben contrastante su un colore di fondo beige grigiastro. Ben visibili devono essere la bavetta ed il collarino, così come lo stacco di colore tra il petto (leggermente grigio) e il ventre (leggermente bruno).


Somiglianze: Con il feomelanico ed il topazio: le differenze sostanziali sono dovute ridotta presenza della feomelanina e alla maggiore presenza della eumelanina che andando ad inserirsi in tutte le zone che nel feomelanico sono solo marroni le trasforma in marrone grigiastro. Il dorso è beige grigiastro, mentre nel feomelanico lo stesso è beige chiaro senza inquinamento di grigio e nel topazio beige chiaro con solo un leggero velo grigiastro.

Genetica - Mutazione sessolegata recessiva.

 

   Dopo accese discussioni oggi si è accertato che non si tratta della mutazione mascherato, presente nel Diamante mandarino, bensì di mutazione “Agata

  

   Queste sono dunque le varietà ad oggi ufficializzate con relative denominazioni, una sequenza che al momento è quella da prendere a riferimento sia da parte degli allevatori che dai giudici nell’ambito delle manifestazioni ornitologiche, siano esse nazionali che internazionali (lo schema italiano è stato adottato anche a livello C.O.M.).


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   Mutazione non riconosciute o allo studio:

 

Eumo  (Foto 9) Recentemente, alle mutazioni sopra elencate se ne è aggiunta un’altra sulla quale, per ora, aleggia un discreto punto interrogativo. Da quello che si è potuto capire si tratta di una mutazione recessiva autosomica che ha il potere di ridurre la feomelanina. Fino a qui nulla da eccepire, anche perché a tale fattore, dopo Agata, è stata poi attribuita tale denominazione, che sembrerebbe appropriata.

Il problema è che, inseguendo una botta di tecnicismo all’olandese, c’è chi sta accarezzando l’idea di rivederne ancora la denominazione a favore di Topazio.

 

Pezzati  (Foto 10) Da un intervento di S:Lucarini su un Forum: “Il fenomeno delle pezzature non è inseribile nella normale genetica mendeliana, quella spiegata con i canonici rapporti di dominanza/recessività scoperti da Mendel con gli incroci dei piselli verdi, gialli, rugosi o lisci. A provocare le chiazze prive di melanine, sono piccoli frammenti genici (trasposoni) che durante le complesse fasi di duplicazione (mitosi) delle cellule epiteliali vanno ad interferire con i geni codificanti. Se indichiamo con "b" il gene mutato responsabile della nascita di un soggetto completamente bianco, in pratica quello autosomico recessivo descritto sopra, possiamo indicare con "b " il suo corrispettivo non mutato. Avremo quindi che un soggetto Bianco avrà la coppia genica b/b, mentre uno non mutato avrà b /b .
    Durante lo sviluppo embrionale di un soggetto non mutato le sue cellule epiteliali erediteranno tutte la coppia genica b /b , quindi, quando questo soggetto inizierà ad impiumarsi le sue penne saranno tutte normalmente melanizzate. La stessa cosa accadrà se il soggetto in questione fosse un portatore di bianco (b /b). Se pero nel genoma fossero presenti i piccoli frammenti genici sopra detti,
può succedere che uno di questi vada ad interferire con il gene "b " spostandolo. Quando questo succede, il gene perde la sua funzionalità, viene cioè annullato, quindi quella specifica coppia da b /b diventerebbe 0/b e 0/b saranno tutte le cellule figlie che da questa si formeranno. Da quel momento, partendo da quel punto del mantello, con le successive suddivisioni cellulari, inizierà a formarsi una macchia bianca. Se la prima trasposizione è precoce, la porzione di tessuto epiteliale interessata dalla trasposizione sarà grande, se avviene verso la fine dello sviluppo dell'embrione sarà invece piccola”.

   Francesco Faggiano sul libro Mutatis Mutandi scrive a proposito dei Pezzati: “…seguendo questa logica è possibile anche arrivare all’ottenimento dei bianchi completi, allorquando l’attivazione dei trasposoni avviene nella prima fase, e ancora unica cellula, dello zigote, così che ogni discendente di questa abbia acquisito l’incapacità di produrre melanina.” 



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  Eduardo Corsini                                                                                                                                                                                                                                                                                         13/05/2016

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