Saturday, December 07, 2019
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Foto n.1 - Asrildide aligialla

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Foto n.2 - Becco argento testa grigia

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Foto n.3 - Astro testa blu

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Foto 4 - Emblema picta




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Foto n.5 - Padda grigio (Ancestrale)

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Foto n.6 - Padda grigio, particolare della testa



Stagione 2015/16

 

  Riprendo il filo del discorso al punto dove l’ho lasciato nelle pagine del Diario 2014/15. Nel mese di marzo, sentendomi decisamente più in forze, mi sono fatto restituire da Mimmo le coppie riproduttrici dei miei Gould, lasciando a lui i novelli che aveva ottenuto.

  A Mimmo avevo affidato anche una coppia di Padda, che avevo acquistato a Lanciano. Anche con loro in una sola covata, ha svezzato 5 pulli.

  Continuando a sentirmi sempre meglio, ho avuto la pessima idea di cimentarmi, oltre con i Gould, anche con altre specie di esotici. Ho acquistato Emblema picta, Astro testa blu, Astrildide ali gialle e Becco d’argento testa grigia.

  Le mie condizioni sono nuovamente peggiorate, così ho deciso di togliere in blocco i Diamanti di Gould, gli esotici di recente acquisto ed i Passeri del Giappone.

  Comunque il mio obiettivo non era quello di chiudere l’allevamento – la decisione mi sarebbe pesata molto – ma ridurre drasticamente il lavoro. L’allevamento del Diamante di Gould è molto impegnativo; basta tenere presente l’impegno per la loro gestione, alla quale si aggiunge quella delle balie. In alcuni anni durante il periodo riproduttivo, fra Gould e Passeri, Padda_Gruppo.jpeho gestito fino a 40 gabbie cova.

  Per proseguire il mio hobby, al quale sono molto legato, sia per la passione verso i pennuti che per tenermi impegnato fisicamente e mentalmente, occorreva che scegliessi una specie meno problematica dei Gould ma, nello stesso tempo, bella esteticamente, con un ottimo istinto parentale, che mi consentisse di ottenere buoni risultati riproduttivi senza ausilio di balie.

  Quando alcuni amici allevatori hanno saputo che volevo allevare i Padda, si sono meravigliati che passassi dai Diamanti di Gould, apprezzati per i loro eclatanti colori, ad uccelli che, a loro dire, presentavano una colorazione… “anonima”.

  Ho ribadito che i colori belli non sono solo il verde, il giallo, il blu, il rosso, che rendono vistoso il piumaggio del Gould, ma sono apprezzabili anche quelli meno accessi, come il grigio, il nero, il bianco, che sfumano in delicate e tenue gradazioni nelle varie mutazioni che sono apparse nel Padda.

  Ho contattato l’allevatore che mi aveva ceduto la precedente coppia e tramite un amico mi ha mandato alcuni soggetti molto belli.

Utilizzando anche i soggetti già in mio possesso ho formato le seguenti coppie:

Grigio/Opale x Pastello/Opale (stessa coppia scorso anno),

Grigio x Agata,

Feomelanico x Feomelanico,

Grigio/Agata x Agata,

Gridio/Ino x Ino.

  Dal Campionato di Pesaro, dove lo stesso allevatore si è distinto realizzando alcuni primi ed altri ottimi piazzamenti, mi ha inviato una coppia di Bianco x Pezzato; mutazione alla quale tengo molto.

  In un articolo che pubblicherò prossimamente, mi soffermerò sulla descrizione del Padda ancestrale (correttamente definito Grigio) e delle mutazioni oggi riconosciute, sulla genetica e sul poco di esperienza pratica di allevamento che avrò nel frattempo acquisita.

  Al momento desidero sottolineare le ottime cure parentali che dedicano alla prole, all’alta deposizione di uova, con una fecondità che supera l’80%.

  Al primo “giro” di cove ho svezzato 17 novelli. Tre coppie hanno già nuovamente deposto. Anche la coppia di Bianco x Pezzato ha deposto 8 uova delle quali 5 feconde; mentre scrivo sono nati tutti i pulcini. Ritengo che quanto prima deporranno le ultime due coppie che ho collocato in ritardo.

  Il Padda è un uccello robusto, poco esigente nell’alimentazione che consiglio a coloro che si avvicinano la prima volta all’Ornitologia, per fare esperienza ed effettuare successivamente il passo successivo di allevare uccelli più impegnativi, come i Diamanti di Gould ed altri Estrididi.

  Il distacco dal Diamante di Gould è stato attenuato da due considerazioni, collegate fra loro, sulle quali da un certo tempo stavo rimuginando.



  La crescente attrazione verso questa bella specie e di conseguenza l’eccessivo interesse economico che oggi vi gira intorno; la conseguenza è che gli allevatori puntano più sulla quantità prodotta che sulla qualità; si vedono in giro pessimi soggetti da affibbiare facilmente ai neofiti inesperti. Di conseguenza si verifica un comportamento, legato a quanto sopra menzionato, concernente l’uso eccessivo ed improprio di farmaci.

  Questo ha portato nella popolazione di Gould italiana ad una drastica diminuzione delle difese immunitarie, che comporta la riproduzione di soggetti - pur buoni esteticamente – ma deboli che facilmente si ammalano. In passato, quando ho iniziato ad allevarli, questo non avveniva, anche se il Gould è obiettivamente da considerare un uccello un poco delicato.

  Il fenomeno è stato denunciato da diversi autorevoli autori sulle riviste specializzate. Fra tutti cito quello pubblicato su Italia Ornitologica n.3 del 2015, a firma di Mario Di Natale, dal quale riporto qualche brano significativo.

  “Parecchi allevatori, dietro consiglio di colleghi ritenuti più esperti…….si lasciano convincere ad adottare  terapie “fai da te”. Soltanto a seguito di analisi di laboratorio, eseguite su materiale biologico (feci, cadaverini, ecc.) possono adottarsi terapie mirate.”

  Vorrei citare un esempio per tutti: recentemente è stata riscontrata negli allevamenti la presenza di un'infezione provocata dal batterio Klebsiella abbastanza resistente, che comporta anche problemi respiratori. Mi risulta che allevatori, anche di successo, ma avvezzi a praticare il “fai da te” somministrano al primo accenno di problemi respiratori Ivomec, com’è noto una medicina abbastanza “pesante” a livello epatico e destinata solo a curare l’acariosi respiratoria, ma inefficacie verso la Klebsiella.

  Per il cattivo uso ed abuso di antibiotici oggi è allarme!

  “Un antibiotico, oltre ad essere attivo sui batteri patogeni, agisce spesso negativamente specialmente a livello epatico, sulle mucose intestinali e sulla flora batterica benefica che viene distrutta. Occorre del tempo prima che venga ripristinata.”

  Molti lettori avranno notato che anche nella medicina umana attualmente è in corso una campagna per mettere in guardia contro l’abuso di antibiotici.

  “….il rischio più grave che si corre è quello di provocare, sia la distruzione della la flora batterica intestinale ed ancora più l’aumento di ceppi batterici resistenti ad i comuni antibiotici. Detti batteri comunemente chiamati “super batteri”, che avendo subito una mutazione genetica si rendono immuno-resistenti nei confronti degli antibiotici.”

  L’autore dell’articolo non esclude aprioristicamente l’uso degli antibiotici, ma raccomanda di usarli “in presenza di una malattia, evidenziata da antibiogramma, ……..attraverso il quale è indicato il farmaco specifico da impiegare”.

 Bisogna comunque accompagnarlo con la contemporanea somministrazione di Vit. B e/o fermenti lattici, allo scopo di limitare i danni collaterali.

  Il trattamento precova da parte di allevatori sprovveduti effettuato con l’uso indiscriminato di antibiotici “…senza effettiva necessità, magari in soggetti sani, anche per brevi periodi e addirittura alla nascita dei nidiacei, sembra una vera e propria follia. Con l’uso indiscriminato stiamo compromettendo il sistema immunitario dei nostri volatili”. Specialmente di quelli che rivestono più alto interesse economico (Canarini, Diamanti di Gould, ecc.) a discapito di interi ceppi.

  Anche il trattamento precova si dovrà effettuare sotto controllo veterinario e dopo avere effettuato le analisi citate.



  Mi dispiace affermare che uno dei motivi di allontanamento dal Gould riguarda l’andazzo che si è instaurato, che nei Padda non è presente in quanto ancora una categoria che non attrae interessi commerciali.

  Inoltre non esiste per i Padda la necessità di ricorrere alle “balie”. Trovare ormai una coppia di Gould che allevi in purezza è una rarità, questo per l’uso continuo da decine di anni che ha fatto perdere nella maggioranza l’istinto parentale.

  A fine stagione cove concluderò queste brevi note con i risultati ottenuti

 

  Siamo a metà maggio e dispongo dei dati della riproduzione per chiudere questo diario. Non mi addentro  nel dettaglio dell’allevamento in quanto per i Gould mi sono attenuto ai metodi seguiti nelle scorse stagioni; per quanto riguarda i Padda Vi rimando all’articolo che pubblico su GouldMagazine, che potete leggere cliccando.


Diamanti di Gould ho collocate 6 coppie, svezzando n.13 novelli:


A. tr  x  A.tr  n.5 (4 femmine + 1 maschio)

PB tg  x  PB tg n.2 (2 femmine)

PB tr  x  PB tr n.0

Blu PB tn  x  PB tn/Blu n.0

PSF PB tg  x  PA PB tg n.2 (1 PSF + 1 PA entrambi maschi)

Blu PA PB tc  x  Blu PB tn n.4 (3 Blu PSF PB tc + 1 Blu PA PB tc)


Padda collocate 6 coppie, svezzati n.33 novelli


Feomelanico x Feomelanico n.5

Grigio/Agata  x  Agata n.12

Agata/Ino  x  Ino n.5

Grigio  x  Agta  n.3

Bianco  x  Pezzato n.8 (4 Bianchi + 3 Pezzati)

Opale  x  Pastello/Opale n.0 (maschio focoso disturbava femmina)



            Eduardo Corsini                                                                                                                                             29/01/2016 (aggiornato 13/05/2016)

 
Padda_Feomelanico.jpe
Foto n.7 - Mutazione feomelanica
padda_opale_femmina.jpg
Foto n.8 - Mutazione opale
padda_gruppo.jpg
Foto n.9 - Gruppo di Padda, in primo piano due mutati bianchi. Quest'ultima mutazione, che si differisce del tutto dal fenotipo grigio, è stata l
a prima ad essere fissata, attorno al 1800, ad opera di allevatori cinesi e giapponesi. Sembra che le prime esperienze di allevamento in Italia di questa varietà risalgano al dopoguerra (Orlando 1959).Padda_Agata_Mascherato.jpe
Padda_Ino.jpe
Foto n.10 - Due della ultime mutazioni fissate; sopra  Agata (denominata anche Mascherato), sotto Ino (in realtà combinazione di due)




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