Saturday, July 04, 2020
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Inagurazione
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Visita delle scoralesche

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Il Presidente di giuria Gianni Ficeti
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I campioni
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Un momento della premiazione
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Le due colonne della Specialistica: Luciano e Nicoletta Di Biase
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Sandro Paparella, Marie-Christine Lefevre, Dino Matalone e Donato Sabatini
 
 
LANCIANO 2015  - SPECIALISTICA DEL DIAMANTE DI GOULD



   Come la scorsa edizione l'evento è stato ospitato nel bel padiglione messo gentilmente a disposione dall'Ente Fiera.


   La specialistica di Lanciano è ormai un avvenimento del mondo ornitologico  consolidato e che ci riserva ogni edizioni sempre nuove sorprese, per cui ritengo che meglio delle parole si esprimano i numeri.

   Nel 2013, primo anno della Presidenza Di Biase, gli ingabbi sono stati 833, gli espositori 62, con una percentuale media del 15% per allevatore. Nel 2014 ingabbi 1141, con un incremento di 308 soggetti pari al  37% in più sull’anno precedente; non dispongo dati sul numero degli espositori. Quest’anno i soggetti esposti son stati 1428, più 287, 25%; gli espositori 106, più 44 sul 2013, pari a 71%.


   I dati che ho riportato non abbisognano di commenti; vorrei solo sottolineare il forte incremento degli espositori, che dimostra l’interesse riportato sull’intero territorio. A conferma indico la suddivisione per regione di provenienza: Abruzzo 22, Campania 22, Sicilia 13, Lombardia 10, Lazio 9, Marche 7, Emilia Romagna 7, Calabria 5, Basilicata 3, Toscana 2, Puglia 2, Liguria 1, Veneto 1. Questo grazie al convogliamento ben organizzato ed all’impegno faticoso dei convogliatori, sobbarcatisi a macinare centinaia di chilometri.


   Quest’anno si è verificato anche il “gemellaggio” con la Mostra Nazionale del Diamante di Gould, organizzata già da parecchi anni, dall’Associazione Franciacorta di Travagliato (Brescia). La predetta  Associazione ha offerto in palio il Trofeo “Grand National Diamante di Gould” riservato a quegli allevatori che  hanno ingabbiato nelle due Esposizioni ed assegnato in basa alla somma dei punti. Potete visionare le classifiche cliccando.


   Ma aldilà dei successi numerici, dell’ottima organizzazione ed alla premiazione, arricchita con numerosi Premi speciali (clicca), l’aspetto tecnico è quello che qualifica la Specialistica organizzata dal Club del Diamante di Gould. La composizione di un collegio giudicante costituito da membri  particolarmente conoscitori del nostro esotico australiano oltre un giudice belga, la presenza di tecnici ed allevatori qualificati, consente agli espositori  ed ai visitatori di interloquire direttamente con loro (per visionare la classiica cliccare).


   Inoltre quest’anno la CTN-IEI ha deciso di tenere a Lanciano una delle periodiche riunioni. Alla fine il Presidente Dr.Francesco Faggiano ha intrattenuto i numerosi espositori ed allevatori presenti, per illustrare i punti principali sui quali si baserà lo standard del Lutino, che si spera  sarà pronto entro la fine dell’anno. l'Italia sarà il primo paese a standardizzare questa nuova ed interessante mutazione, che, è molto probabile riserverà in futuro sempre nuove sorprese; questo metterà la Foi in condizione di privilegio, quando si affronterà lo stesso argomento in sede OMJ per la stesura dello standard internazionale.

   Il Gould affetto da questa mutazione si diversifica da quella Pastello, oltre che per l’occhio rosso,  anche per il colore del dorso e del ventre che dovrà presentarsi decisamente giallo brillante, a differenza della seconda che sul dorso conserva una soffusa  presenza di verde.


   Riguardo alla mutazione “Verdemare” ha notato come fra i soggetti esposti non ci sia uniformità di selezione; di conseguenza prima di pensare allo standard occorre che gli allevatori si indirizzino verso soggetti ancestrali che presentino sul dorso, in maniera quanto più uniforme, il colore dal quale prende il nome. Il ventre sarà di un giallo più brillante del Petto bianco e la maschera  di tonalità ocra-giallastra diversa da quella del Blu testa chiara (Foto n.1). Ha invitato gli allevatori a presentare alle mostre quanto più possibile questi soggetti, anche se mediocri; infatti solo la presenza di un buon numero di soggetti costituisce la premessa per la stesura dello standard e, successivamente, dell’attribuzione della categoria.


   Infine sono state portate sul tavolo alcune gabbie dove erano stati esposti dei Lutino dalle caratteristiche particolari: uno con la maschera marrone, l’altro dove lo stesso colore si presentava nel filetto e nella gola (Foto n.2). Faggiano non ha ritenuto opportuno avanzare ipotesi  di carattere genetico, precisando che si dovranno approfondire lo studio del fenomeno, invitando l’allevatore di questi soggetti ad annotare scrupolosamente gli accoppiamenti ed i loro risultati, per ripresentarli il prossimo anno.

   La presentazione di questi interessanti soggetti ha acceso la discussione; in particolare sul Forum del Passero del Giappone, dal quale estrapolo alcuni passi.


Sergio Lucarini il 16/09/2015 ha scritto:

   “L’altro giorno mi ha telefonato Emilio De Flaviis reduce dal giudizio in quel di Travagliato. Tra i numerosi Diamanti di Gould da lui giudicati ce n’era uno, un Lutino TN, dalla testa decisamente marrone.
     
Per un buon quarto d’ora abbiamo ipotizzato su quale potesse essere la causa di tale anomalo colore.
    L’idea che ci siamo fatti è che in questo soggetto il gene mutato “ino” agisca in una situazione genetica particolare in grado di favorire una maggiore melanizzazione a livello della maschera. Diciamo una peculiare condizione in grado di produrre un metabolita “antagonista” all’azione schiarente di “ino”.
    Oggi, parlando di tale soggetto con Gianni Ficeti, sono stato da lui invitato a visionare un articolo dell’allevatore cubano Juan Farrat tradotto da Eduardo Corsini
(leggibile sul suo sito cliccando).
    Poi “navigando” ho trovato una seconda nota, questa volta direttamente dalla penna di Juan Farrat: che dire? Le teste dei soggetti del tecnico cubano sono veramente impressionanti!
(Foto n.3)

   Fino ad oggi si è sempre pensato che la selezione dei Gould Ino dovesse puntare verso una buona saturazione dei colori residui. In particolare il beige della maschera dei TN lo abbiamo sempre cercato ben marcato, però di fronte a tali soggetti è forse giusto fare una pausa di riflessione. Il rischio è ovviamente, come sopra accennato, che a concorrere a queste colorazioni possa essere un fattore aggiuntivo, e che quindi tali soggetti siano potenzialmente, come si usa dire oggi, dei “doppi combinati”, che siano cioè degli Ino una mutazione X ad oggi sconosciuta.
    Che ne pensate? Tra l’altro, con Emilio ci siamo anche posti l’interrogativo su come tali soggetti vadano valutati a livello espositivo. Certo, come sopra detto, fino ad oggi abbiamo ritenuto che la selezione dovesse andare nella direzione di una massima presenza di pigmento, in questo caso però ci troviamo presumibilmente in una situazione che è fuori dai confini prevedibili per il fattore “ino”. Cioè, per quanto spinta, la colorazione deve comunque rimanere entro i confini fisiologici della mutazione in oggetto. Al momento, non potendo per loro tracciare un profilo genetico diverso, è ovvio che tali animali vadano valutati assieme agli altri Ino, penalizzandoli (purtroppo) a livello del colore. Dopo di che le alternative sono due:
   1) Si capisce che questa situazione cromatica è una normale evoluzione della selezione, ed allora questi soggetti devono essere considerati dei campioni.
   2) Si capisce che ad agire c’è anche un altro fattore, ed allora si definisce uno schema standard per tale combinazione con, presumibilmente, una corsa verso il massimo dello scurimento possibile in tale nuova situazione genetica.”


Ha risposto il 18/9 Daniele Zanichelli:

   “Ho visto i soggetti ingabbiati a Travagliato ed effettivamente il colore della testa assomigliava ai soggetti postati da Farrat, come si sia arrivati a questa tonalità sarebbe curioso saperlo, ma aldilà di questo nell'insieme i soggetti non è che  fossero una meraviglia, tanto più che con la maschera così scura cambia anche il colore del dorso, ossia tende alla mutazione bruno. A mio parere bisognerebbe dare un limite allo scurimento della maschera per non uscire da quella bellissima e brillante dell'ino testa nera. Sarebbe auspicabile avere le tre teste nera gialla e rossa sopra un corpo giallo brillante uguale per tutte e tre……. o forse 4 se ripristineremo il testa bianca!” (Foto n.4)


Lo stesso giorno Luca Maglia:

   “Perfettamente d'accordo con Daniele sul dorso dei lutino testa nera. Testa si molto scura, ma il dorso anche e quindi meglio una testa leggermente meno scura ma dorso giallo. Meno d’accordo sul testa bianca invece perché si andrebbe a frenare la selezione vera e propria del lutino testa nera, inserendo il pastello e "sporcando" il tutto.”


Risposta di Daniele Zanichei il 20/09:

   “Secondo la teoria (e non solo teoria) di Emilio il testa bianca esce da petto bianco quindi non centra il pastello, bisogna impegnarci un pochino e lavorare sul petto bianco per avere delle certezze.”


   Quest’anno si è parlato poco del testa bianca, ma se gli allevatori si impegnano ad effettuare accoppiamenti mirati per testarli, nella prossima edizione di Lanciano, ne ascolteremo delle belle, insieme al Lutino “testa cioccolata”!!!


Appuntamento quindi al prossimo anno



Eduardo Corsini      Foto Diego Matalone, tranne quelle dove diversamente specificato    30/10/2015

                                                                                                                          


 BEST IN SHOW

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   Ancestrale maschio testa nera p.93 - All. Diego Matalone


Foto 1° di serie - (solo foto disponibili) (clicca)

 
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Foto n.1 - Raffronto fra Blu t/c e Avorio t/r (foto Web e E.Corsini)


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Foto n.2 - Blu lutino maschera "cioccolata", esposto a Lanciano (Foto D.Matalone)
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Foto n.3 - I Lutino di J.Farrat (foto J.Farrat)

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Foto n.4 - Lutini testa bianca; in alto esposto a Lanciano, sotto foto dal web

LA GIURIA

Gianni Ficeti    Presidente

Giudici

Marie-Christine Levèvre (Belgio)

Chiara Carlomusto

Alessandro Paparella

Emilio De Flaviis

Riccardo Rigato

Luigi Del Villano

Sergio Lucarini





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