July 4, 2020 Register Login 
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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO GOULD 2016



   Con l’iniziativa denominata “Progetto Gould 2016” il Club effettua un Web_D3H_2582.JPGnotevoleWeb_D3H_2575.JPG salto di qualità, che non mancherà nei prossimi anni di rilanciare l’allevamento del nostro estrildide, sia in termini di nuovi allevatori che diWeb_D3H_2578.JPG qualità dei soggetti prodotti.

   La strategia del “Progetto” punta soprattutto ad indirizzare gli allevatori verso nuove  mutazioni e combinazioni, che non mancheranno di attirare gli appassionati italiani del Gould, ma anche l’attenzione di quelli di altri paesi. Il Club tramite i suoi tecnici non mancherà di assisterli lungo il percorso, che richiede dedizione e competenza.

   Alla riunione erano presenti oltre 50 allevatori giunti anche da altre regioni, come Sicilia, Calabria ed Abruzzo.

   Il Presidente del Club Luciano Dibiase dopo il saluto agli intervenuti, ha ringraziato Alessandro Paparella ed Emilio De Flaviis ideatori e realizzatori del progetto. Ha passato la parola ad Alessandro Paparella che, in qualità di Segretario della OMJ, ne ha sottolineato l’importanza, convinto che potrà avere anche ricadute positive in campo internazionale.


Web_D3H_2580.JPG   Il  “Progetto” è stato illustrato da Emilio De Flaviis; da parte mia cercherò di riportarne i punti principali, premettendo che la complessità dell’argomento richiede approfondimenti e chiarimenti che non potranno avvenire se non con il tempo.

   “……..tende alla realizzazione di fenotipi del Diamante di Gould che ancora non sono stati visti o quantomeno non di comune esposizione nelle manifestazioni Specialistiche.”

   De Flaviis ha ricordato i dati dell’ultima Specialistica del Club, dove su 1.178 soggetti ben 1.074, pari al 92%, erano ancestrali, petto bianco, blu e pastello. Anche nelle altre  mostre più importanti (Travagliato, Reggio Emilia, Faenza e Campionato italiano) le varietà fenotipiche non si discostavano dalle suddette.

   “Le mutazioni del Diamante di Gould oggi conosciute sono: Petto bianco, Blu, Pastello, Avorio, Lutino e Bruno, oltre all’allelica Petto chiaro ed all’intermedia Pastello SF; un contenitore di meraviglie che, se moltiplicato per il polimorfismo delle tre teste (rossa, nera e gialla) e le possibilità di combinazioni possibili,  potrebbe  produrre centinaia di fenotipi che darebbero un interesse particolare alle manifestazioni ornitologiche, oltre ad elevare la selezione in ambiente controllato del magnifico esotico australiano. Non ultima l’importanza che assumerebbe l’Italia nei confronti delle altre federazioni C.O.M. nel portare per primi nuovi fenotipi alla conoscenza mondiale ornitologica.”


   Il Club del Diamante di Gould con il “Progetto Gould 2016” offre ai soci che vogliono aderire volontariamente, un programma di accoppiamenti finalizzato alla realizzazione di nuovi fenotipi - cinque all’anno – che potranno essere esposti a partire dalla Specialistica 2016 e seguenti.

   I fenotipi realizzati godranno di agevolazioni, come ingabbio gratuito, documentazione fotografica e visibilità a livello mondiale, il tutto a spese e cura del Club; è prevista inoltre “un premio speciale che il Club metterà in palio per ogni allevatore  che produrrà ed ingabbierà almeno un soggetto indicato nelle schede del Progetto Gould 2016, aldilà del punteggio conseguito in gara. Il premio speciale sarà da considerare sommato ai premi previsti dal comitato organizzatore.”

   Per ultimo, ma realizzazione non meno importante, quella dell’albo d’oro del Progetto, che rimarrà nel tempo patrimonio storico della FOI e del Club del Diamante di Gould. Sull’albo d’oro saranno riportati negli anni, a partire dal 2016, le foto dei fenotipi previsti con gli estremi dell’allevatore che li ha prodotti e la manifestazione ornitologica che li ha ospitati. Un documento che darà molta visibilità all’allevatore ed al livello selettivo degli uccelli allevati in ambiente controllato in Italia. In pochi anni si costituirà un documento storico che rimarrà patrimonio della FOI per gli anni a venire a testimonianza della funzione culturale ornitologica svolta.”

   Per la stagione 2016 sono previsti cinque fenotipi da produrre:

  1. AVORIO PETTO BIANCO TESTA GIALLA
  2. LUTINO PETTO BIANCO TESTA NERA
  3. BLU LUTINO PETTO BIANCO TESTA NERA
  4. PASTELLO S.F. PETTO CHIARO TESTA NERA
  5. AVORIO PASTELLO S.F. TESTA GIALLA

   Sono state mostrate le prime tre delle schede previste per il 2016, le altre due sono in corso di elaborazione.

   Naturalmente maggiori dettagli necessari agli allevatori partecipanti potranno leggersi sul Regolamento in corso di rifinitura. Le tre schede potranno essere visionate cliccando sui fenotipi sopra riportati. Web_D3H_2584.JPG

  Alla fine della relazione di Emilio De Flaviis - dopo il break - gli sono stati richiesti numerosi chiarimento. L’argomento che ha suscitato maggiori perplessità e necessità di ulteriori precisazioni è stato quello relativo al fenotipo “Lutino petto bianco testa nera”.

   L’interrogante ha osservato che essendo i Lutini  tutti  petto bianco non ravvisava la necessità di indicarlo nella denominazione.

   De Flaviis "ha precisato che la scheda sul Lutino petto bianco testa nera nasce per chiarire un fenotipo che ha generato differenti opinioni. In Web_D3H_2587.JPGparticolare si tratta di un soggetto Lutino testa nera che presenta una maschera completamente bianca che si fonda con gola e petto creando una cromia molto singolare. La testa, completamente bianca si fonde con gola e petto, pure bianchi, conferendo al soggetto una cromia bianco/giallo particolarmente luminosa.

    La sua opinione è che la mutazione Petto bianco, che inibisce completamente la feomelanina e conferisce al soggetto omozigote il colore generale più puro ed il petto completamente bianco, vada ad incidere anche sull'eumelanina bruna, responsabile del colore bruno della testa del Lutino, inibendo anche questa depurandolo da tutti i pigmenti melanici lasciando inalterati i soli colori lipocromini. Tale considerazione, se verificata, porterà ad una nuova selezione del Petto bianco dove dovrà rimanere la solo eu nera ed i lipocromi. In tal caso la denominazione più appropriata sarebbe “eumelanico”.

 

    Chiarito il contenuto della scheda n.2 le altre non hanno suscitato domande particolarmente interessanti e la riunione è stata chiusa. Molti dei partecipanti si sono fermati a pranzo nel ristorante ospitante, concludendo in allegria la giornata.



Testo di Eduardo Corsini, integrato da appunti di Emilio De Flaviis - Foto di Dino Matalone

                                                                                                                                                                                                                                                             Pubblicato 01/07/2015

 


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