July 4, 2020 Register Login 
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LA SCELTA DEI RIPRODUTTORI

  Quando si prende la decisione di fare riprodurre i propri soggetti, si deve avere ben chiara la finalità del proprio allevamento.
  • Se lo scopo è semplicemente quello di assistere all’affascinante spettacolo di una coppia di uccellini, che insieme decidono di perpetuare la specie: costruiscono il nido, depongono e covano le uova, la loro schiusa, l'imbecco e lo svezzamento dei piccoli, basta indirizzare la scelta verso soggetti sani e robusti (vedi "Preparazione alla cova").
  • Quando si pratica l’allevamento “in purezza” nello scegliere le coppie si devono privilegiare quelle che nelle passate stagioni hanno svolto bene le vari fasi riproduttive (cova, imbecco e svezzamento). Non bisogna comunque dimenticare che spesso i Diamanti di Gould presentano comportamenti incostanti, da una covata all’altra e da stagione a stagione. Se si vuole creare nel tempo “un ceppo” che allevi abbastanza costantemente “in purezza”, i soggetti che persistono nelle loro cattive abitudini, vanno drasticamente scartati. Questo ritengo che debba essere lo scopo principale dell’allevatore che applica questa tecnica, che si concilia male con quella di chi desidera selezionare per partecipare alle mostre, sulla quale ci soffermiamo al punto successivo, che sceglie i propri soggetti basandosi sulla loro maggiore aderenza allo "standard" e quindi non scarterà un soggetto, solo perchè manca di un buon istinto parentale.
  • Nell’allevamento sportivo la selezione dei soggetti e l’accoppiamento di un maschio con una femmina, che presentano determinate caratteristiche, mira ad ottenere prole fenotipicamente sempre migliore  dei genitori, correggendone eventuali difetti, in modo che si avvicinino quanto più possibile ai canoni estetici fissati dallo “standard d’eccellenza” ed alla fine “creare un ceppo” che conservi stabilmente nelle generazioni successive le sue caratteristiche positive.

In questo caso i metodi tradizionali di selezione sono due:

  1. L’accoppiamento per esaltazione consiste nell’accoppiare fra loro soggetti che presentano gli stessi pregi, ignorando completamente i difetti; bisognerà lavorare ovviamente su diverse linee, concentrandosi per ognuna su un determinato pregio; alla fine ottenuti, dalle diverse linee di produzione, un certo numero di esemplari d’elevata qualità si procederà all’accoppiamento fra loro, evitando per quanto è possibile la consanguineità; questo metodo è utilizzato quando non si dispone di molti soggetti di valore, ma presenta l’inconveniente di produrre molti “scarti”.
  2. L’accoppiamento compensativo consiste nel formare una coppia nella quale un soggetto presenta difetti in alcune caratteristiche, che nell’altro invece si presentano in maniera ottimale; si scarteranno quei discendenti che continuano a conservare gli stessi difetti dei genitori, utilizzando per i successivi accoppiamenti, quelli recanti i pregi; é questo il metodo più diffuso e più facile da attuare.


 

   L’accoppiamento in consanguineità è impossibile evitarlo, se finalizzato a fissare le caratteristiche ottimali  in un “ceppo”. Non si verificheranno particolari effetti negativi se la consanguineità é “larga” (esempio fra nonni e nipoti, zii e nipoti, cugini, ecc.) ed a condizione che non venga praticata per un tempo molto prolungato, senza immettere di tanto in tanto "nuovo sangue" introducendo qualche soggetto proveniente da altro allevamento. Nel caso si dovesse ricorrere alla consanguineità “stretta”, è preferibile scegliere quello fra genitori e figli e non tra fratelli e sorelle.

  In passato si riteneva che nel giro di un paio di generazioni la discendenza accusasse segni di "debolezza", facilità a contrarre malattie ed elevata infertilità; oggi questa pratica non è più demonizzata e si ritiene che, partendo da soggetti sani e robusti, su un numero sufficiente di esemplari, gli effetti negativi paventati non si manifestino se non dopo parecchio tempo.

  Comunque quando si osserva che il “ceppo” comincia a presentare cenni di “esaurimento” (la qualità della prole anziché migliorare regredisce, diminuisce la fertilità, aumenta la mortalità embrionale). occorre “rinsanguare”, inserendo soggetti possibilmente migliori dei propri, provenienti da altro ceppo, per apportare nuovo vigore e nuove possibilità di selezione.




 

   Da quando precede si desume che la scelta dei razzatori è uno dei momenti in cui ll’allevatore deve dimostrare tutta la sue capacità di gestione dell’allevamento; infatti  non bastano esperienza ed intuito, anche se sono qualità indispensabili, ma avere predisposto un “anagrafe dell’allevamento” in modo da conoscere dalla sua consultazione l’albero genealogico dei soggetti da scegliere per formare le coppie, il loro grado di parentela, se sono o meno portatori di mutazione, le qualità riproduttive, ecc.

   L’allevatore inoltre deve conoscere le regole basilari di genetica per finalizzare gli accoppiamenti all’ottenimento al meglio di una determinata mutazione, in altri termini deve essere in grado di prevedere le “aspettative d’accoppiamento. Questa è l'altra variabile che bisogna tenere presente nella scelta delle coppie, legata alle diverse varietà, mutazioni e combinazioni fra esse che presenta il Diamante di Gould.

    Per quanto riguarda il Diamante di Gould ancestrale il problema è più semplice, in quanto si limita alle tre varietà di maschera. La regola principale è quella di accoppiare, per quanto possibile, soggetti con iidentico colore di maschera, per evitare che la purezza ne venga “inquinata”.

   Nel caso della riproduzione di soggetti affetti da “mutazioni e combinazioni” la situazione si presenta più complessa. Approfondirò gli argomenti nella 3^ parte.

   Come ha scritto recentemente Francesco Faggiano in un articolo apparso sul n.65 della rivista Alcedo, l’allevatore moderno “…..con naturalità si è avvicinato alla scienza partendo dalla pratica”.




     Eduardo Corsini

                                                                                                                                                                                                                                                                                             (pubblicato 08/02/2013 - aggiornato 30/03/2015)

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