Thursday, February 27, 2020
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In commercio esistono prodotti con un alto contenuto di vitamina E, destinati alla preparazione alle cove.

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NEKTON E, prodotto che utilizzo da anni, associato nella somministrazione a NEKTON S, preparato polivitaminico, che utilizzo anche negli altri periodi dell'anno
 
  


LA PREPARAZIONE ALLE COVE

                                                                                                                                                           

   Premetto che gli adempimenti di seguito indicati vanno applicati sia ai soggetti destinati alla riproduzione, che alle eventuali “balie”. Con il termine “genitori” intendo riferirmi a quelli “naturali” ed agli “adottivi”; infatti è importante che le condizioni fisiche e di salute delle “balie” siano al meglio; solo così saranno in grado di imbeccare bene i pulli adottivi e non trasmettere loro patologie, delle quali potrebbero essere portatori sani.

  

   Da tempo ormai la maggioranza dei veterinari e degli allevatori sconsiglia, qualsiasi trattamento farmacologico preventivo, il cosiddetto trattamento pre-cova, in auge in  passato presso la quasi totalità degli allevatori. Gli antibiotici o sulfamidici esercitano la loro azione solo sulla patologia in atto; trascorse un periodo alquanto breve la sostanza viene metabolizzata e cessa qualsiasi effetto sull’organismo; mentre permangono quelli collaterali, quale riduzione della flora batterica, affaticamento dei principali organi, come il fegato ed il rene, oltre all'ulteriore e grave conseguenza derivante dalla "farmaco resistenza", cioé la perdita di efficacia delle molecole che compongono i più comuni antibiotici.

    Si sono confusi per tanto tempo questi farmaci con i vaccini, i soli che rimangono efficaci per un periodo lungo, ma variabile, agendo da copertura al contrarre le malattie (es. il vaccino contro il difterovaiolo, che colpisce in particolare i canarini, mentre i Gould ne sono quasi immuni).


  Una terapia va somministrata solo dopo opportune indagini di laboratorio, che consentono attraverso l'antibiogramma di scegliere il farmaco al quale è sensibile l'agente patogeno rilevato, la somministrazione di una terapia errata, oltre a non debellare la malattia, aumenta la "farmaco resistenza".

   Questo il motivo per cui nella moderna conduzione degli allevamenti si é sostituita, al vecchio metodo, la pratica del "controllo pre-cova", che consiste nel richiedere ad un veterinario aviario una visita nei locali, che gli consentirà, attraverso l'osservazione diretta, di constare che i soggetti presentino la normale vivacità, le feci sul fondo delle gabbie abbiano la giusta consistenza e colorazione; a campione prendere in mano alcuni uccelli per osservare il ventre (soffiando sulle piume). Segno negativo porrà essere il fegato debordante dallo sterno, che ne denota l'ingrossamento, anse intestinali visibili in trasparenza alla cute, ecc.

   L'intervento del professionista in genere non si ferma a questo, ma a prescrivere mirate analisi di laboratorio, attraverso il prelevamento di campioni fecali (vedi "Malattie e parassiti").

   Ultimata questa fase se, come si spera, non sono state individuate, patologie in atto oppure allo stato latente, si può procedere alla fase successiva per mettere i riproduttori nelle migliori condizioni per affrontare lo stress della riproduzione, ricordandosi che la principale norma da rispettare nella loro scelta è quella di formare solo coppie fra soggetti sani e robusti.


    Almeno un mese prima di unirli iniziare la somministrazione con cadenza trisettimanale di cibi a più alto contenuto proteico, come i semi germinati, miscelati al pastone, a sua volta arricchito con integratori (vedi capitolo alimentazione); tutto questo per consentire alle femmine ben nutrite di produrre delle buone uova ed ai maschi di mantenere alto l'estro. A deposizione avvenuta conviene ridurla ad 1 o 2 volte a settimana, in piccole quantità, allo scopo di non appesantire il fegato ed ingrassare eccessivamente i soggetti. Riprenderli a fornire giornalmente  alla nascita dei nidiacei

   Due settimane prima della formazione delle coppie somministrare della vitamina E, che rinforza l’apparato genitale, migliorandone la funzionalità e la difesa dalle infezioni. Per le dosi seguire le istruzioni contenute nelle confezioni (in genere per 15gg.); il trattamento può essere ripetuto, dopo l’accoppiamento, se si riscontrano problemi di ritenzione delle uova oppure presenza di uova infeconde.

   Comunemente si crede che la vitamina E serva a stimolare l’estro, niente di più errato, l’effetto ed i vantaggi sono solo quelli sopra descritti.

   Alla somministrazione della vitamina E si può aggiungere per 5 giorni anche un preparato polivitaminico.



               Eduardo Corsini                                                                                                                                                                                              (pubblicato 05/02/2013 - aggiornato 26/03/2015))
                                                                                       

 
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