April 9, 2020 Register Login 
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INCONTRO TECNICO FORMATIVO SULL’ALLEVAMENTO DI CANARINI ED I.E.I.

Ambiente, alimentazione, prevenzione


   

     Il 7 marzo 2010 l’A.O.S. di Lecce ha organizzato nella propria sede, con la collaborazione del Comitato di “Indigena” (F. Faggiano, F. La Torre, e M. Albano), un incontro con il Dott. Riccardo Rigato, Presidente dell’Ass. Albatros di Cassino, nota per l’organizzazione con cadenza biennale di interessantissime Conferenze ornitologiche sui più diversi temi, con la partecipazione di qualificati relatori. Il Dott. Rigato medico veterinario, giudice internazionale I.E.I. ed allevatore da lunghi anni, ha conseguito lusinghieri successi, grazie all’esperienza maturata sul campo ed alle sue profonde conoscenze professionali; oltre che nel settore I.E.I. ha ottenuto un eccezionale risultato nei canarini di colore con la “creazione” della mutazione “Ametista”.
    L’interesse dei temi previsti ha attirato un folto gruppo di allevatori di numerose specie, dai canarini agli esotici, ai fringillidi, ai pappagalli. Presenti anche alcuni allevatori di Diamanti di Gould, oltre al sottoscritto che ha preso nota dei punti più salienti allo scopo di trasmettere le informazioni agli allevatori, attraverso questa cronaca.
    Il Dott. Rigato ha premesso che la sua qualità di allevatore, oltre che di veterinario, gli consente di interpretare al meglio le esigenze dell’uditorio, valutando anche gli aspetti economici della gestione di un aviario. Ha precisato che le opinioni espresse sono il frutto delle sue scelte personali e qualche suo suggerimento potrebbe apparire controcorrente, ma ogni allevatore avrebbe deciso se accettarlo totalmente o in parte.
    La linea guida che segue è quella di fornire alimenti assolutamente privi di contaminazioni che possano causare patologie o semplicemente ridurre le difese immunitarie.
    La prima attenzione deve essere rivolta alla qualità della miscela di semi, che costituisce la base dell’alimentazione di tutti i granivori. Certo una ditta notoriamente seria offre garanzia di sottoporre i prodotti acquistati ad attenta analisi prima di immetterli sul mercato. Comunque volendo effettuare dei controlli personali é importante conoscere alcuni semplici metodi per giudicare un prodotto, senza lasciarsi affascinare dal nome delle marca solo perché pubblicizzata. Prima di ogni cosa bisogna ricorrere alla “prova di germinabilità” dalla quale si può dedurre se un seme è fresco o stantio; basta collocare su un foglio di scottex, da mantenere umido per alcuni giorni, un cucchiaino di miscela; dalla quantità di quelli che germinerà se ne valuta la qualità, tenendo presente che più si avvicina al 100% tanto migliore sarà il prodotto.
    Effettuare la prova olfattiva e di assaggio dalla quale si potrà sentire odore o sapore di rancido. Ancora immergere un campione in una bacinella di acqua: se alla superficie inizia a galleggiare una patina iridescente è indice che la miscela è stata trattata con nafta per conservarla, senza tenere conto del danno che avrebbe provocato ai soggetti cui è destinata.
    Quindi si è a lungo soffermato sul metodo che adotta per la preparazione dei semi germinati senza utilizzo di disinfettanti, sottolineando che ne vengono utilizzati altri con l’impiego di sostanze chimiche, pur validi, ma che a suo parere presentano l’inconveniente di poterne trasmettere, anche dopo abbondante risciacquo, piccole quantità agli uccelli, provocando danni alla flora.
    Il procedimento adottato dal Dott. Rigato si basa su sistemi naturali di preparazione:


1.     risciacquo della miscela da germoglio;

2.  immersione per 24 ore in una bacinella con abbondante acqua (l’ossigeno contenuto nell’acqua è per se stesso un ottimo disinfettante) con aggiunta di un cucchiaio di aceto per litro, con la funzione di abbassarne il ph in modo da non consentire lo sviluppo delle micotossine e di altri agenti patogeni;

3.     trascorse 24 ore, terminata la fase di imbibizione, dopo abbondante risciacquo, si distendono su un crivello con maglia in acciaio, coprendoli con un telo umido;

4.     durante il periodo della germinazione, se il telo si asciuga inumidirlo; i tempi variano in relazione alla temperatura ed al tipo di semi, comunque non occorre che la “radichetta” sia molto sviluppata, perché già nelle prime fasi il processo chimico che “arricchisce” il seme è avviato;

5.   travasare i semi in un contenitore con al fondo un foglio di scottex, in modo da eliminare la residua umidità; quando si nota che sono ben asciutti, togliere la carta ed utilizzarli secondo il metodo proprio di ogni allevatore (micelati al pastone, integratori, ecc.).

     

    Alla domanda di un ascoltatore che ha chiesto se è consigliabile utilizzare il pastone umido, in quanto più appetito in genere dai volatili, ha risposto che minore quantità di acqua è contenuta negli alimenti, minore è la probabilità che si sviluppino agenti patogeni (in particolare muffe e miceti). Consiglia di non inumidire mai il pastone secco con acqua, ma semplicemente con un filo di olio di semi.
   Riguardo all’argomento “ambiente” ha raccomandato, come misura di prevenzione, la pulizia e la disinfezione del locale e delle attrezzatura, precisando però che non deve essere attuata in maniera “ossessiva” in quanto non si può pretendere di ottenere un locale totalmente sterile. Importante è evitare il sovraffolamento e mantenere una buona areazione, condizioni indispensabili per limitare la carica microbica ambientale a livello fisiologico.
   Quanto alla prevenzione ha ribadito il concetto ormai consolidato di escludere il cosiddetto trattamento precova con uso indiscriminato di antibiotici come si praticava in passato.
    Consiglia di effettuare almeno annualmente l’esame delle feci, completo di antibiogramma, attraverso il quale, se presenti agenti patogeni, il laboratorio incaricato indicherà a quale farmaco sono sensibili. Inutile, senza avere effettuato preventivamente le analisi, somministrare preparati a “largo spettro” in quanto se non mirati lascerebbero integro il virus o batterio presente, provocando solo un danno alla flora intestinale. Al contrario, durante tutto l’anno, si dovranno attuare periodici trattamenti volti ad accrescerla, in quanto l’obiettivo prioritario di ogni buon allevatore deve essere quello di selezionare soggetti con ottime difese immunitarie, questo il migliore sistema in assoluto di prevenzione.

    Abbiamo posto una specifica domanda sulle cause e sui rimedi riguardo al frequente problema della ritenzione dell’uovo nei Diamanti di Gould. Le cause possono essere di natura patologica, dovute ad un infezione dell’apparato riproduttore femminile, comunemente denominata “candida”, un micete che, in genere inizialmente presente nel gozzo e nell’apparato digerente, si estende progressivamente. Occorre individuarlo a mezzo di analisi di laboratorio, basata su prelievo a mezzo di tampone boccale ed intervenire farmacologicamente. Ha precisato che l’esame delle feci non approderebbe ad un risultato utile, in quanto i succhi gastrici potrebbero alterarne il risultato. Altra causa il “guscio molle” che ne rende difficoltosa l’espulsione per carenza di calcio; in questo caso bisogna agire a monte incrementandone l’apporto durante tutto l’anno. Infatti questo minerale necessario alla formazione del guscio non viene prelevato, come erroneamente si crede, dal sangue, ma da quello che si è accumulato nel tempo sulle ossa della femmina, come riserva da utilizzare nella fase di ovodeposizione. Da notare che il calcio assunto senza la contemporanea somministrazione di fosforo non si “fissa” alle ossa. Quindi per prevenire: sempre a disposizione osso di seppia e sali minerali, nonché somministrazione periodica aggiuntiva di calcio e fosforo. Al momento in cui la ritenzione si verifica, oltre al rimedio empirico, molto in uso fra gli allevatori delle fumigazioni ed applicazione di olio sulla cloaca, si può somministrare alla femmina una goccia di calcio gluconato, direttamente nel becco.
    L’interesse per i temi trattati è dimostrato dalle numerose domande poste dall’attento uditorio, che hanno determinato la chiusura della riunione oltre l’ora di pranzo.

    Speriamo di potere riascoltare nuovamente in Dott.Rigato, magari organizzando un incontro riservato esclusivamente agli allevatori del nostro estrildide.

Lecce, 13 aprile 2010

                                                                                                                                                          Eduardo Corsini 

 

Ci scusiamo con i lettori per non avere illustrato, come di consueto, l'articolo con foto.

   





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